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2019-11-14 16:51:45

12 Novembre 2019 - Sport e territorio: l’esperienza del Bottagisio Sport Center

Cesare Granati


Alfredo Rota è stato oro olimpico di spada a Sidney 2000 e bronzo a Pechino 2008. “Una bella carriera”, come racconta ai partecipanti dell’evento Sport ed evoluzione del territorio nella palestra che si affaccia sull’Adige, uno dei fiori all’occhiello del Bottagisio Sport Center. Nato per essere la casa del Chievo Calcio e della scherma scaligera, il Centro oggi è punto di riferimento per tutti coloro che amano fare sport e un valore aggiunto per il quartiere, per il territorio. Il campione, da tre anni responsabile della scherma all’interno del Bottagisio, spiega ai partecipanti quanto la scherma aiuti a gestire la pressione, a prendere decisioni decisive in pochissimo tempo, “in 9 minuti, 15 stoccate, in un attimo, ti giochi un anno di lavoro, o quattro anni, o una vita intera”, senza mai poter scappare, infatti: “in pedana non puoi girarti, non puoi uscire, devi affrontare il tuo avversario. Capirlo in fretta e applicare una strategia, di attacco e di difesa. Come nella vita, quotidiana e lavorativa, sei costretto ad affrontare i tuoi problemi”. Romeo Nero, preparatore atletico della squadra e del Chievo Primavera, mette i partecipanti di fronte ad una sagoma che si illumina, in punti diversi e con colori diversi, facendo fare una serie di esercizi per allenare riflessi e velocità, ma non solo: “Lo faccio per mettere in difficoltà l’atleta, per smontarlo completamente. In pedana, non puòpermettersi di fermarsi per una crisi, mentale o fisica. Deve continuare a muoversi, reagire in fretta”. Dentro quella maschera, ogni decisione è importante, e sei sempre da solo ad affrontare le tue paure: “I bambini che approcciano la scherma e che hanno problemi di timidezza o di concentrazione, quando arrivano dicono subito di non voler fare gare. Una grande soddisfazione è vederli vincere questa paura e tornare in palestra chiedendoci quando potranno gareggiare ancora”, spiega Maddalena Previdi, che completa il team di allenatori che supportano gli atleti del Centro. 

 

Lo sport, e la scherma in particolare, quale scuola di vita, come esperienza formativa. Infatti, è proprio Fabio De Luca, Presidente di Miaeutiké Srl (azienda organizzatrice dell’evento in collaborazione con Umana Forma), trainer esperienziale e attivatore di talenti, che accompagna i partecipanti attraverso il Centro spiegando quale forte sinergia sia nata tra l’attività dei maestri schermidori, e del Bottagisio più in generale, e i corsi di formazione che propone ad aziende e professionisti. L’approccio è quello della formazione esperienziale e si basa sul ciclo di Kolb, che nel processo di apprendimento affianca a teoria applicazione pratica anche esperienza e osservazione riflessiva: fare un’esperienza formativa diversa, per capire come crescere e quindi apprendere a modo nostro, mantenendo attivo ciclo dell’apprendimento proprio attraverso l’esperienza. Questo permette di rilevare, di confrontarsi, con la propria diversità, di imparare attraverso le emozioni che una certa esperienza in un certo momento della nostra vita attiva dentro di noi. E cosa attiva le emozioni? I neurotrasmettitori, che permettono di recuperare l’esperienza, di avere memoria dell’emozione e di rispondere nel presente di conseguenza: la linea dell’apprendimento allora cresce rapidamente, in modo esponenziale. Serve tempo, infatti, per conoscersi, imparare con queste modalità, ma una volta raggiunto un buon livello di consapevolezza la curva s’impenna potendo imparare in ogni momento della vita, da qualsiasi esperienza.

Se la scherma è un’esperienza che insegna disciplina e dedizione, migliorando le capacità decisionali e favorendo una forte unione valoriale tra atleti e addetti ai lavori, è anche merito della dopamina, neurotrasmettitore che ci aiuta a decidere, che ci da il coraggio per farlo. L’esperienza del teatro, della musica e di altre forme d’arte, che Fabio De Luca e il collega Valerio Boni utilizzano sia per coinvolgere i corsisti durante i percorsi di formazione sia per farli esprimere liberamente, possono generare endorfina, altro neurotrasmettitore che facilita la capacità di apprendere, che ci dà la serenità per farlo.  

 

 

Grazie a questa duplice esperienza, della formazione esperienziale all’interno di un Centro Sportivo, i partecipanti (professionisti e lavoratori) possono apprendere nuovi metodi di insegnamento e di crescita, prendendo atto di come questi due mondi siano sempre più sinergici, di come le aziende possano generare valore attraverso lo sport e di come gli sportivi possano dialogare con il mondo produttivo esprimendo tutte le potenzialità del loro background. Un modo per portare lo sport fuori dalle palestre e dai campi di calcio e per portare il territorio, la comunità, a guardare allo sport come opportunità collettiva, sociale e di business. Infatti, salutando i partecipanti,Corrado Di Taranto, Direttore del Centro, afferma: “Inizialmente il Presidente Campedelli (Proprietario ChievoVerona ndr) non pensava al Centro come un aggregatore territoriale. Oggi le attività del centro si sono moltiplicate, non solo quelle sportive (canottaggio, corsa, bici ndr), ma anche quelle commerciali, come i negozi e il bar, insieme ad eventi e conferenze. Il nostro fatturato è aumentato insieme al coinvolgimento territoriale e oggi stiamo progettando di costruire un altro piano, per ampliare lo spazio della scherma, il grande amore del Presidente, e per accogliere le nuove richieste di chi vive il Bottagisio”. 

Un’altra esperienza da cui imparare.