Login

2019-11-07 11:42:48

Bottagisio Sport Center: punto d’incontro tra sport e territorio. L’intervista al Direttore Corrado Di Taranto

Cesare Granati


Il Bottagisio Sport Centernasce nel 2014, quando è stata completata la ristrutturazione del vecchio centro sportivo, sorto sul terreno tra il corso dell’Adige e la diga di Chievo e dal ’57 casa dell’omonima società sportiva. Il Presidente dell’AC ChievoVerona Luigi Campedelli voleva dare alla propria comunità, non solo ai tesserati, strutture nuove e spazi dove fare sport, dove ritrovarsi. Da quattro anni il Direttore del Centro è Corrado Di Taranto, classe ’74, vicentino, laurea nel ’99 in Economia e commercio a Trento, da allora nel mondo del calcio. Vent’anni passati tra Verona e Parma, partendo dal settore giovanile del Chievo, sport e ragazzi: “Lo sport oggi è più che un aggregatore, è un fattore socioeconomico con un impatto davvero importante”

 

E il Centro Sportivo Battagisio come si inserisce nel territorio? Nella vita sociale dei cittadini?

 

“Il Centro viene inaugurato a Dicembre 2014 e, anche se nasce per ospitare scherma e calcio diventa da subito un punto di riferimento per i cittadini, che possono fare anche molte altre attività sportive: gli spazi all’aperto, le piste ciclabili, permettono di allenarsi all’aria aperta, di stare insieme. Si tratta di un’idea nuova di centro sportivo, polifunzionale e destinato alla comunità. Oggi le attività sono davvero varie, ad esempio si può fare anche canoa in un centro specializzato. 

Strutture e attività non solo per la comunità del Chievo ma per tutta la città di Verona.”

 

Una struttura protagonista del proprio territorio. Anche sul piano della competitività? 

 

“Oggi il Centro è andato oltre la sua funzione iniziale. Anche la sostenibilità economica è evoluta: non solo centro del Chievo Calcio e struttura dedicata alla scherma, ma anche per altre realtà locali o per agenzie che vengono da più lontano. La polifunzionalità del Centro, l’aprirsi verso l’esterno, ha permesso di aumentare il numero di attività, di fare formazione sportiva e attraverso lo sport, di dialogare anche con il mondo dell’impresa: una struttura volano per l’economia locale.”

 

Tornando alla dimensione sociale dello sport, quanto è importante per voi?

 

“Il Presidente Campedelli è da sempre attento al sociale e il valore sociale dello sport è centrale nella nostra filosofia, anche quando si scontra con la sostenibilità economica. Infatti, l’obiettivo del Presidente era, ed è, quello di dare a tutti la possibilità di fare sport. Le quote di iscrizione al Centro sono mantenute basse proprio per questo, per favorire l’accessibilità, per far provare a molti diversi tipi di sport. Promuoviamo lo sport, e i valori dello sport, andando oltre il calcio e la scherma, rivolgendoci alle famiglie e anche ai diversamente abili.“

 

E quali risultati avete ottenuto in questi anni? 

 

“L’anno scorso, ad esempio, abbiamo vinto il Premio “Quarta Categoria”per la squadra del ChievoVerona composta da atleti diversamente abili: siamo stati i primi a puntare su atleti tutti  del proprio territorio, tutti veronesi. Anche in questo caso, guardiamo alla nostra comunità e le soddisfazioni che ci danno questi ragazzi sono davvero tante. In particolare, quello che colpisce è la crescita motoria attraverso lo sport, individuale e di squadra, non tanto quella tecnica, la vittoria o la sconfitta. Questo tipo di risultati impattano sulla vita delle famiglie, che cambiano insieme ai ragazzi. Sono felici di poter condividere l’attività sportiva. Questo per noi è un davvero grande risultato. 

E poi ci sono i numeri del Bottagisio Sport Center: più di 1000 famiglie ruotano intorno al centro, solo considerando calcio, disabilità e scherma. Se pensiamo che oggi il centro è un punto di riferimento per tutti i veronesi e non solo per la comunità del Chievo, che è possibile fare running, andare in biciclete, canoa e molto altro, parliamo di numeri più che importanti.”

 

 

Un centro sportivo che diventa motore di innovazione sociale, che valorizza il territorio, che fa ecosistema: quali sono gli elementi fondamentali di questo percorso? Cosa servirebbe per replicarlo?

 

“Lo sport non è più solo aggregatore sociale ma, come già sottolineato, è un fattore importante all’interno di un sistema socioeconomico. Per capirlo possiamo guardare oltre confine: a Londra hanno elaborato un’idea di corsa che va oltre il singolo, che muove tantissime persone, che fanno sport, socializzano, vivono la città. 

Oltre a questa consapevolezza, all’idea dello sport come punto d’incontro, le infrastrutture giocano un ruolo centrale. Servono realtà come il Bottagisio Sport Center, polifunzionali, accoglienti e comode da raggiungere. Strutture dove le persone, i cittadini, possano allontanarsi dallo stress, fare sport per ritrovare la serenità e un benessere mentale oltre che fisico.”