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2019-09-25 08:57:43

24 Settembre 2019 - Trasferimento tecnologico è trasferimento di competenze: nuovi lavoratori per governare l’imprevisto

Umana Forma


Il trasferimento tecnologico tra centri di ricerca e imprese è la mission di Unismart, spin-off dell’Università di Padova che dialoga quotidianamente con le aziende della sua community - più di 100 realtà imprenditoriali - per favorire l’incontro tra strategie di business e innovazione tecnologica.

Umana Forma, partner di Unismart, è la società del Gruppo Umana dedicata alla Formazione che lavora da sempre per individuare le competenze utili a gestire i cambiamenti e le nuove sfide delle aziende, soprattutto oggi quando le innovazioni tecnologiche cambiano costantemente i processi aziendali e le mansioni dei lavoratori, oltre ai mercati e agli scenari geopolitici. 

È la collaborazione costante tra queste importanti realtà regionali che ci aiuta a governare e diffondere l’innovazione tecnologica sviluppata da docenti e ricercatori universitari, all’interno delle imprese. Ed è grazie anche all’inserimento di figure ibride negli ambiti aziendali che si determina concretamente questo virtuoso processo. Ovvero attraverso l’inserimento di professionisti che siano da un lato attori di progetti di ricerca accademica e dall’altro lavoratori in azienda, capaci cioè di sviluppare e diffondere le proprie competenze, insieme a quelle degli altri dipendenti. 

È stato questo il tema centrale di “Trasferimento tecnologico è trasferimento di competenze”, il convegno che si è svolto a Padova per iniziativa del progetto INN-Veneto che ha coinvolto Umana Forma e Unismart Padova Enterprise.

Fra i relatori, oltre a Maria Raffaella Caprioglio e Giuseppe Venier, rispettivamente, Presidente e Amministratore Delegato di Umana, anche Fabrizio Dughiero, Prorettore al Trasferimento tecnologico dell’Università di Padova; Paolo Gubitta, ordinario di Organizzazione Aziendale dell’Università di Padova; Francesca Setiffi, ricercatrice di Sociologia e Alessandro Zerbetto, responsabile Marketing HiRef Spa. 

“Troppo spesso – ha affermato Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Umana, “il trasferimento tecnologico è pensato come mero passaggio di nuovi strumenti, brevetti, o soluzioni innovative dal contesto della ricerca a quello della applicazione sul mercato. Nella nostra attività quotidiana, al contrario, ci accorgiamo che se non correttamente supportato da una strategia di inserimento di nuove risorse competenti e di aggiornamento delle persone già in azienda, il forte rischio è quello di non permettere alle nuove tecnologie di raggiungere pienamente le proprie potenzialità. Non c’è trasferimento tecnologico, senza trasferimento di competenze, e per questo – ha aggiunto- si impone una riflessione sugli strumenti che le aziende e le università hanno a disposizione per creare percorsi ibridi in cui chi lavora o ha lavorato nella ricerca possa sperimentare il lavoro in azienda portando il meglio delle due esperienze nel proprio bagaglio di competenze”.

L’apprendistato di terzo livello – è emerso nell’ambito degli interventi - è un contratto che mantiene le garanzie del tempo indeterminato permettendo al contempo al lavoratore di continuare il proprio percorso di studi o di ricerca, puntando a normalizzare lo straordinario: formare professionisti in grado di accompagnare le imprese nel proprio percorso di innovazione. 

“Questa modalità di inserimento”, ha raccontato Francesca Setiffi dell’Università di Padova, speaker dell’evento, e autrice dello studio sulle professionalità 4.0 richieste dalle aziende venete, “potrebbe favorire i lavoratori imprenditivi” paradigma coniato dal professor Daniele Marin: “per lo più giovani, affamati di innovazione e che cercano costantemente nuovi stimoli, nuove competenze e nuove opportunità professionali; lavoratori capaci di gestire l’imprevisto, i cambiamenti quotidiani risultato dell’innovazione tecnologica. Il nostro progetto di ricerca analizza quali competenze, e quindi che tipo di formazione, sono necessarie per i lavoratori e per le aziende investiti dall’Industria 4.0. Le tensioni sociali e i cambiamenti nelle organizzazioni, l’incontro tra nuove tecnologie e risorse umane, saranno analizzati sul campo fino a fine 2020, entrando dentro 15 aziende della community di Unismart e intervistando manager e lavoratori.”

Ha aggiunto il Professor Paolo Gubitta, moderatore dell’evento, “L’innovazione non si fa con le macchine, ma con le persone, persone motivate e interessate ad applicare le nuove conoscenze ai processi aziendali. Per questo, se all’interno dell’ambiente organizzativo le persone non partecipano attivamente al processo di innovazione, il trasferimento tecnologico sarà nullo”. Il Prorettore al trasferimento tecnologico dell’Università di Padova, il Professor Fabrizio Dughiero ha concluso “Trasferire tecnologia coincide con il trasferimento delle conoscenze necessarie ad utilizzarla. Come Università di Padova abbiamo attivato varie vie per farlo, in primo luogo la community di Unismart, la prima in Italia composta da imprese che riescono a fare open innovation insieme all’Università, a compiere dei percorsi condivisi sia per trasferire conoscenze sia per individuare talenti. Un’altra via è il Competence Center: mettiamo insieme studenti, laureandi, dottorandi con competenze e conoscenze diverse che affrontano le sfide proposte dall’aziende. La transdisciplinarietà come elemento essenziale, come leva per vincere queste sfide e far emergere le qualità, i talenti, dei nostri studenti.”