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2019-09-23 17:00:15

I luxury brand che puntano sul Diversity Management

Umana Forma


La Milano Fashion Week 2019 è stato un evento caratterizzato da due parole chiave: internazionalità e sostenibilità. Questo dimostra come i grandi brand del settore, e più in generale del settore lusso, puntino forte sulle tematiche proprie della social innovation: la sostenibilità a 360 gradi, sociale e ambientale, dentro e fuori l’azienda. Infatti, oltre a collezioni green, nuovi materiali e filiere sempre più controllate, anche nella gestione delle risorse umane e dell’ambiente di lavoro si notano investimenti importanti, una sensibilità maggiore e la necessità di essere trasparenti, prima di tutto nei confronti dei propri dipendenti.

 

Non si tratta solo di una svolta etica ma di una vera e propria strategia di business, per cui diventa fondamentale inserire in azienda figure manageriali che siano in grado di gestire la diversità, un mezzo potente per valorizzare le qualità individuali, coinvolgere i lavoratori e favorire l’armonia tra corridoi e uffici. Con questi obiettivi Gucci ha posto Renée E. Tirado (foto in copertina, ndr) alla guida dei progetti aziendali sulla diversità, l’equità e l’inclusione a livello globale (DE&I). La manager, si legge in un comunicato del brand che fa capo al gruppo Kering, sarà responsabile dell’ideazione, dello sviluppo e dell’implementazione di “una strategia globale volta a creare un ambiente di lavoro ancora più inclusivo ed equo, rafforzando inoltre la diversità rispetto alle iniziative commerciali Gucci.“ La Tirado, già chief diversity & inclusion officer presso la Major League Baseball, riporterà direttamente al presidente e CEO Marco Bizzarri, ampliando le sue mansioni fino alle strategie di hiring del marchio, in un costante dialogo con tutte le aree aziendali. 

 

Su figure simili hanno già deciso di puntare altri luxury brand come Prada e Burberry, e recentemente Chanel ha annunciato Fiona Pargeter quale suo primo Global head of diversity and inclusion. Questo approccio alla diversità ha un forte impatto sui meccanismi interni dell’azienda, importantissimo per realtà che puntano ad assumere i migliori talenti sul mercato, ma anche sulla percezione esterna. Il diversity management, infatti, supera i confini della questione di genere e diventa un mezzo potente per capire e gestire le diversità culturali e le tensioni sociali, elemento decisivo per evitare gravi problemi di reputation sui mercati internazionali come quelli derivati dalla nota campagna video realizzata da Dolce & Gabbana per il mercato cinese, o altri su cui gli stessi Chanel, Gucci, Burberry e Prada sono incappati di recente dovendo correre ai ripari con scuse e iniziative di sensibilizzazione.

 

Tra queste iniziative segnaliamo anche il progetto Gucci Changemakers, un programma che prevede un investimento di 5 milioni di dollari volto a supportare i cambiamenti sociali nelle metropoli nordamericane e di 1,5 milioni per un programma di borse di studio, oltre ad una serie di iniziative globali per favorire il volontariato d’impresa e l’inclusione sociale quale valore aziendale.