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2019-09-05 17:12:33

Mauro Del Barba: la rete delle Società Benefit

Cesare Granati


L’Onorevole Mauro Del Barba,Deputato della Repubblica alla sua seconda legislatura, lombardo classe ’70, oggi è Presidente di Assobenefit ed è stato il primo firmatario del disegno di legge sulle Società Benefit italiane (SB), dal 2016 forma giuridica riconosciuta dal nostro ordinamento. 

Lo abbiamo intervistato per conoscere la genesi di questa legge, che ha reso l’Italia il primo Paese UE a riconoscere le società che oltre al profitto perseguono anche un beneficio comune.

 

Quando decide di occuparsi di sostenibilità e innovazione sociale? Come arriva alle Società Benefit?

 

“Inizio ad occuparmi di sostenibilità nel 2005, quando ero Assessore al Bilancio del Comune di Morbegno. Proprio quell’anno tornò a vivere lì un mio amico: Erik Ezechieli, fondatore di Nativa” azienda che oggi è Country Partner di B Lab, l’Associazione No-Profit statunitense di cui abbiamo già scritto su questo bloge che dal 2006 promuove la certificazione B Corp e la nascita delle Benefit Corporation, le SB made in USA. “Erik chiese un incontro con la giunta e venne a parlarci di sostenibilità, dei viaggi in giro per il mondo dove aveva potuto approfondire l’argomento. Mi sono subito interessato e abbiamo iniziato a sentirci quotidianamente: con Erik abbiamo studiato un progetto per la Città di Morbegno ed è nato Morbegno 2020, un modo per affrontare i temi che riguardano la sostenibilità a livello cittadino. Il progetto ha funzionato molto bene e abbiamo creato un’Associazione per scalare a livello provinciale e regionale. In un periodo in cui non si parlava ancora molto di sostenibilità, abbiamo iniziato a lavorare in questa direzione facendo esperienze importanti, così quando nel 2013 sono stato eletto in Parlamento mi sono dato l’obiettivo di portare questi temi dentro la politica nazionale” 

 

Continuano gli incontri con Erik Ezechieli “Nel 2014 mi parla della legge americana sulle Benefit Corporation e sulle prime mi sono detto non funzionerà mai in Italia.Così mi sono preso qualche mese per riflettere e ho portato l’argomento ad un tavolo di lavoro ad hoc, organizzato durante le Leopolda ad Ottobre 2014. Volevo fare un test, parlarne prima di muovermi su un argomento mai affrontato prima. E il risultato è stato molto positivo: alla fine i partecipanti mi hanno detto di andare avanti, che per una volta la politica anticipi la società. Così nel 2015 scrivo il disegno di legge sulle SB e lo deposito a luglio, ma per farlo approvare in temi brevi dovevo inventarmi qualcosa, visto che i disegni di leggi di genesi parlamentare hanno tempi lunghissimi. Parlo con il Governo e i Ministri competenti e riesco a far inserire il disegno di legge sotto forma di emendamento direttamente nella Legge di Bilancio, approvata a fine 2015 e in vigore dal primo gennaio 2016.”

 

Dunque, la politica ha davvero anticipato la società. Un’eccezione positiva che andava spiegata ad imprese e lavoratori, criticità comprese. Come avete fatto? Quali sono le criticità?

 

“Dal giorno dopo l’attivazione della legge, ho iniziato a seguire personalmente la diffusione delle SB sul territorio nazionale, spiegando di cosa si tratta, di come la legge avesse interpretato bisogni già presenti nella società e nel mondo dell’impresa. Oggi, dopo tre anni, più di cento convegni in giro per l’Italia, rapporti con vari stakeholder impegnati nella diffusione a livello locale delle SB, è nata Assobenefit: un’Associazione che porta avanti in modo più strutturato il lavoro che facevo da solo, che accompagna la diffusione delle SB, le fa conoscere ed è in grado di strutturare alleanze. Questo permette di individuare anche le criticità, quelle colte dagli imprenditori che incontriamo. 

Una è una mezza criticità, quella legata ai benefici fiscali, che non ci sono. Era la prima domanda che mi facevano inizialmente gli imprenditori quali sono i vantaggi fiscali? e io rispondevo NO e spiegavo perché: sono aziende che perseguono un duplice obiettivo, profitto ed impatto sociale. I benefici fiscali sono frutto di un’altra logica, quella dell’abbattimento dei costi per aumentare il profitto, in contraddizione quindi con la natura delle SB. E oggi gli imprenditori, le aziende già SB, mi dicono non metteteli perché rischiano di essere controproducenti: non è quella la leva che muove l’imprenditore verso la SB. 

Una criticità vera, invece, è l’accompagnamento verso la SB, chi mi può aiutare in questo passaggio?. Il 90% dei notai non sa di cosa si tratta e scoraggiano l’imprenditore, e lo stesso vale per i commercialisti. Uno dei motivi per cui è nata Assobenefit è proprio quello di intercettare questi professionisti vicini alle imprese, informarli, suscitare interesse e favorire la nascita sul mercato di figure consulenziali in grado di compiere questo accompagnamento. Perché dopo aver cambiato statuto devo colmare il gap valoriale e di processo che mi permette di essere una vera SB, e questo lo posso fare solo con l’aiuto di un professionista che mi spieghi come fare. 

Infine ci sono complessità più tecniche: alcune grandi società quotate non hanno completato il passaggio a SB per la paura del diritto di ricesso che avrebbero potuto esercitare i singoli soci in caso di modifica dello statuto; oppure l’inerenza dei costi, più ampia per le SB, e quindi la possibilità di dedurre le spese legate al perseguimento del beneficio sociale ma che potrebbero non essere capite dall’Agenzia dell’Entrate, interpretate in modo diverso proprio per la novità sul piano giuridico; o ancora la misurazione dell’impatto, quale metrica dovrebbe adottare un’impresa per valutarlo. Anche su queste complessità continua a lavorare Assobenefit, grazie al comitato scientifico, agli studi compiuti da giuristi ed altri professionisti, e stimolando il mercato perché nascano consulenti focalizzati sul tema.”

 

Un elemento che emerge come fondamentale è la necessità di fare rete. Anche INN_VENETO prova a farlo, sensibilizzando e informando su tematiche quali la sostenibilità e l’innovazione sociale. Quanto è importante per voi? Quali sono gli obiettivi futuri?

 

“Per noi è un tema cruciale, infatti nello statuto di Assobenefit è precisato che l’Associazione persegue i suoi scopi soprattutto attraverso partnership con soggetti già esistenti. Questo vuol dire che le SB sono uno strumento nuovo ma che possono portare a fattore comune decenni di lavoro che in Italia si sta facendo sulla CSR, Bilanci Sociali, rapporto tra Impresa e Territorio, Welfare aziendale: su questi temi abbiamo grandi expertise diffusa in Italia che noi la vogliamo valorizzare al massimo. Non vogliamo spiegare come deve essere un’azienda, ma possiamo offrire un modello di impresa, e questo è il valore aggiunto della legge stessa, che può servire per dare una direzione a tutti coloro che già si impegnano su queste tematiche. Per questo incontriamo continuamente stakeholder che sul territorio promuovono e controllano gli effetti che derivano da questo approccio sostenibile e responsabile, spieghiamo cosa sono le SB e come possono spendere questo concetto per ottimizzare quello che fanno da sempre: un beneficio delle SB è quello di essere un concetto unificante, un modello sempliceche pone sullo stesso piano beneficio sociale e massimizzazione del profitto, che lo fa diventare elemento imprescindibile per l’impresa e che costringe tutti a misurare il proprio impatto, a non scendere più sotto un certo standard. Le SB possono essere di per sé un grande fattore di accelerazione per quanto riguarda l’innovazione sociale e ambientale, da sempre presente nel mondo dell’impresa italiana. 

È chiaro che avendo questi obiettivi, fare rete è il mezzo principale per raggiungerli, costruire alleanze con chi si vuole impegnare in uno sforzo comune. E in questo la Regione Veneto è stata tra le prime a passare dalle parole ai fatti, sicuramente per la presenza di soggetti capaci di sensibilizzarla e di portare avanti il lavoro di promozione e networking.”