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2019-09-05 17:10:48

Le società benefit, un’azienda e due obiettivi: profitto e social impact

Cesare Granati


Quando Gilbert, Houlahan e Kassoy fondano B Lab nel 2006 hanno alle spalle importanti esperienze professionali, nel campo imprenditoriale i primi due, infatti avevano venduto per più di 200M di dollari l’impresa AND1, marchio di abbigliamento sportivo, in quello finanziario di Wall Street Andrew Kassoy. I tre erano di fatto già protagonisti di processi di innovazione sociale nel mondo dell’impresa e della finanza. Conoscevano gli studi sulla CSR quale strumento strategico decisivo nello sviluppo dell’impresa, elemento di competitività economica dirompente, tanto da essere considerato da alcuni studiosi asset primario per la sostenibilità economica dell’impresa e quindi per il suo successo a lungo termine. 

Le loro capacità imprenditoriale e la piena consapevolezza dei fenomeni in atto gli permettono di creare B Lab, un ente no-profit, focalizzato sul perseguimento di tre obiettivi fondamentali: creare un modello d’analisi dell’Impatto Sociale generato dalle imprese; favorire l’approccio benefit a livello legislativo; offrire al mercato indicazioni chiare per veicolari nuovi investimenti verso imprese che investono sul miglioramento del proprio impatto sociale. Questi obiettivi si concretizzano:

·      Nel B Impact Assessment, il sistema di indicatori per misurare l’impatto sociale dell’impresa in relazione alle principali categorie di stakeholder. Se un’azienda raggiunge il punteggio minimo di 80 su 200, B Lab rilascia una certificazione, da pagare annualmente in base al fatturato aziendale (dai 3500 ai 25000 euro annui). L’azienda certificata diventa B Corp, e la misurazione del suo impatto sociale viene pubblicata sul sito di B Lab.

·    Nella nascita della forma giuridica della Benefit Corporation, un’impresa che mette a statuto il perseguimento di un positivo social impact quale obiettivo fondamentale del suo modello di business, al pari delle perfomance economiche. 

·      Nella creazione e gestione di un rating aziendale basato sull’impatto sociale, il GIIRS (Global Impact Investing Ratings System), mezzo a disposizione di investitori pubblici e privati che vogliono puntare su aziende B Corp o fondi a loro riconducibili.

E nel 2010, a soli quattro anni dalla sua nascita, B Lab raggiunge un obiettivo importante: in Maryland nasce la Benefit Corporation. È il primo di 34 Stati USAche modificheranno il proprio impianto legislativo dando vita a questa forma giuridica d’impresa, per la quale l’approccio Benefit diventa organico al perseguimento degli obiettivi aziendali, uno dei due output primari dei loro modelli di business. L’idea del “Business as a force for good” diventa atto notarile e viene riconosciuta dagli attori istituzionali: i policy makers diventano parte attiva nel perseguimento dell’obiettivo e quindi nella diffusione dell’approccio Benefit, quello promosso da B Lab e da questo certificato nel caso delle B Corp.

 

B Lab si afferma così come attore primario nella diffusione del modello anche oltre gli Stati Uniti: il paradigma da cambiare, il business da trasformare in forza per il bene, ha una dimensione globale. La rete di aziende B Corp Country Partner e degli enti no-profit affiliati a B Lab, permette all’organizzazione nata negli USA di mantenere il controllo sulla diffusione del modello, mentre la narrazione e il linguaggio usati per veicolarlo, lo rendono più soft di fronte ai diversi interlocutori, compresi quelli europei ed italiani. 

 

Siamo nel 2012 quando Eric Ezechieli e Paolo Di Cesare fondano a Milano Nativa, azienda di servizi, il cui business si focalizza su progetti di sostenibilità per le Imprese, consapevoli che, per attrarre nuovi investitori e per soddisfare le aspettative di clienti sempre più informati, un approccio responsabile e sostenibile dal punto di vista socio-ambientale nello sviluppo del proprio business risulta essere sempre più decisivo. 

Cercavano una forma giuridica, societaria, che permettesse di riconoscere l’impatto sociale prodotto dai loro servizi, e durante questa ricerca entrano in contatto con il movimento B Corp. Leggono un articolo della Harvard Business Review e decidono di contattare B Lab: l’integrazione dell’approccio Benefit messo a statuto dalle Benefit Corporation e la misurazione d’impatto alla base della certificazione B Corp, oltre alla community, alla narrazione coinvolgente ed identitaria, all’evidente vantaggio reputazionale dall’appartenere ad un “movement of people using business as a force for good”, rispondono alle esigenze di governance e di mercato di Nativa che nel 2013 diventa la prima B Corp in Europa e nel 2014 Country Partner di B Labin Italia, dove inizia a promuovere il modello, a sviluppare il network delle aziende certificate, a perseguire l’obiettivo della Società Benefit, traduzione della Benefit Corporation statunitense. Grazie a questa operazione di networking, Nativa stabilisce solidi rapporti con altre aziende certificate, 6 imprese (Dermophisiologique, Mondora, D-Orbit, Fratelli Carli, Habitech, Little Genius International, tutte diventate B Corp tra il 2014 e 2015 - Nel 2016 si certifica Zordan, prima B Corp, e Società Benefit, in Veneto) che sosterranno l’iniziativa di Nativa di fronte ai policy makers,azione che si focalizza sulla nascita della forma giuridica della Società Benefit. 

Nativa e le B Corp italiane dialogano, da un lato, con B Lab per studiare come superare le differenze legislative tra Stati Uniti e Italia, dall’altro, iniziano a lavorare proprio con alcuni Onorevoli della Repubblica, in particolare il Sen. Mauro Del Barbacon cui studiano i costi e i benefici dell’introduzione della nuova forma giuridica e che (insieme ad altri colleghi) il 17 Aprile 2015  comunica alla Presidenza del Senato il disegno di legge inerente a “Disposizioni per la diffusione di società che perseguono il duplice scopo di lucro e di beneficio comune”e che fin dal principio richiama l’articolo 41 della nostra Costituzione, secondo cui “L’iniziativa privata […] Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla società, alla libertà, alla dignità umana”, sottolineando così la tradizione di impatto sociale che da sempre caratterizza l’impresa italiana. Scrivono i Senatori “La presente legge si propone di promuovere la costituzione e favorire la diffusione nel nostro ordinamento di società a duplice finalità, ossia di società che nell’esercizio di una attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed ogni altro portatore di interesse.”

 

Nasce così in Italia la Società Benefit(diventata un insieme di sei commi - dal 376 al 382 - della Legge di Stabilità (n. 208), approvata il 28 Dicembre 2015. In vigore da Gennaio 2016)forma giuridica ibrida, tra profit e no-profit, che trova nel contesto nazionale terreno fertile: sono attualmente più di 300 le SB italiane, di cui una trentina